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In una elevata percentuale di casi di malocclusione dentoscheletrica
di II Classe si riscontra, già in uno stadio precoce
di sviluppo dentale e facciale, un mascellare superiore
contratto trasversalmente che è spesso in relazione corretta
con la base cranica, ma associato ad una mandibola
caratterizzata da deficit scheletrico (fig 1 a-e) (1-3).
Il semplice trattamento ortodontico non è indicato per la
risoluzione delle discrepanze muscolo-scheletriche in
quanto ha lo scopo di muovere i singoli denti. Pertanto
solo un approccio ortopedico al trattamento permette di
promuovere un’armonica crescita facciale correggendo
lo squilibrio muscolare e la patologia scheletrica che ne
deriva (3-9). Grazie alla diagnosi precoce e al trattamento
intercettivo si modifica la componente neuromuscolare
ripristinando la normale funzione prima che la malocclusione
si esprima pienamente in dentatura permanente.
L’obbiettivo della terapia funzionale della II Classe è di
espandere e sviluppare il mascellare superiore per
migliorare la forma d’arcata e conseguentemente di usarlo
come un “template” sul quale riposizionare, in un corretto rapporto, la mandibola retrusa (fig. 2 a-e) (3).
La correzione della retrusione mandibolare si ottiene utilizzando
un’apparecchiatura removibile che “costringe”
la mandibola retrusa ad una posizione più avanzata in
chiusura. Tale posizione protrusa è mantenuta dai contatti
occlusali dell’apparecchiatura funzionale.
L’applicazione delle apparecchiature funzionali permette
di dislocare la mandibola in basso ed in avanti, incrementando
lo spazio intermascellare in senso anteroposteriore
e verticale. A livello dell’articolazione temporomandibolare il riposizionamento della mandibola può
dar vita ad un rimodellamento adattativo su entrambe le
superfici articolari, dovuto al fatto che l’apparecchiatura
favorisce un dislocamento funzionale dei condili mandibolari
verso il basso e l’avanti nella fossa glenoide,
bilanciato da una trazione in senso opposto dei muscoli
che supportano la mandibola.
Uno degli attivatori più popolari proposti per la correzione
della malocclusione di II Classe è il Twin Block,
ideato da William Clark, che si è dimostrato molto efficiente
e ben tollerato dai pazienti (3-9).
Descrizione dell’apparecchio
L’apparecchio consiste di due componenti separate, una
placca in resina superiore ed una inferiore saldamente
ancorate alle arcate dentarie che, tramite un piano inclinato,
costringono la mandibola ad occludere in posizione
protrusa (fig. 3 e 4). Questo tipo di apparecchiatura ha il
vantaggio di essere molto versatile nella sua progettazione;
infatti, aggiungendo viti, molle o archi per muovere i
denti individualmente permette di soddisfare svariate
richieste per la correzione di diversi tipi di malocclusione
(3). Anche l’integrazione con gli apparecchi fissi è molto
più semplice rispetto ad altri apparecchi funzionali (3).
■ Principi biomeccanici
I principi biomeccanici fondamentali su cui si basa il
Twin Block sono i piani inclinati e gli stimoli propiocettivi
che influenzano la crescita. Quando i denti erompono
in occlusione i piani inclinati sono di fondamentale
importanza nel determinare la relazione interdentale.
Se la mandibola occlude in una posizione retrusa rispetto
al mascellare, le forze occlusali agenti sui denti inferiori
durante la funzione normale hanno una componente
distale che è sfavorevole per lo sviluppo della mandibola
verso l’avanti. Il Twin Block, costringendo la mandibola
retrusa ad una posizione più avanzata, modifica il
piano occlusale inclinato e, usando le forze dell’occlusione,,
corregge la malocclusione. Il meccanismo di
feedback sensoriale propriocettivo controlla l’attività
muscolare ed esercita uno stimolo o un deterrente funzionale
alla piena espressione della crescita ossea mandibolare.
I contatti cuspidali sfavorevoli dell’occlusione
distale rappresentano un’ostruzione alla normale traslazione
funzionale mandibolare verso l’avanti. In questo
modo la mandibola non viene incoraggiata ad esprimere
il suo potenziale genetico di crescita ottimale.
La terapia con apparecchiature funzionali ha lo scopo di
stimolare la risposta propiocettiva nei muscoli della
masticazione favorendo una crescita scheletrica di adattamento
in risposta ad uno stimolo funzionale (3).
■ Meccanismo d’azione e risposta al trattamento:
I piani inclinati acrilici montati su bite-block occlusali vengono in contatto con un angolo di 70° in chiusura,
provocando una chiusura in protrusione della mandibola
che modifica il piano inclinato occlusale ed elimina i
contatti cuspidali sfavorevoli dell’occlusione distale. La
mandibola risulta pertanto liberata dalla sua posizione
distale bloccata (fig. 5).
L’apparecchiatura provoca anche movimenti dentali
secondari: distalizzazione superiore e proinclinazione
inferiore.
Il Twin Block dovrebbe essere portato 24 ore/giorno per
sfruttare al meglio le forze funzionali applicate alla dentatura,
comprese quelle della masticazione.
La risposta al trattamento si concretizza con un cambiamento
dell’aspetto facciale. Già dopo pochi mesi di trattamento
si assiste allo sviluppo di un sigillo labiale e ad
un miglioramento nell’equilibrio e nell’armonia facciale
(fig. 6 a-d). A livello dentale si associano importanti
cambiamenti del rapporto occlusale in sei-otto mesi (fig.
7 a-d) (3).
■ Effetti scheletrici e dentali
In seguito al trattamento con Twin Block si ottiene una
combinazione di effetti scheletrici e dentali.
Gli effetti scheletrici consistono in un aumento della crescita
mandibolare durante il trattamento, un aumento
dell’altezza facciale anteriore inferiore e una minima inibizione
della crescita maxillare.
A livello dentoalveolare si ottiene una riduzione
dell’overjet mediante la combinazione tra una retroinclinazione
degli incisivi superiori e una proinclinazione
netta degli incisivi inferiori, un movimento distale dei
molari superiori, e l’estrusione dei molari inferiori.10-14
In uno studio condotto sugli effetti del Twin Block,
Lund e Sandler, oltre a confermare questi risultati, evidenziarono
che la correzione del rapporto molare avviene
mediante eruzione molare inferiore ed inibizione
dell’eruzione molare superiore e che l’utilizzo del Twin
Block non comporta nessuna inibizione statisticamente
significativa della crescita mascellare (15). Successivamente
Trenouth dimostrò che il Twin Block corregge la
malocclusione di II Classe retraendo gli incisivi superiori,
causando un lieve aumento della lunghezza mandibolare
complessiva e soprattutto aumentando significativamente
le altezze facciali anteriori e posteriori (16).
O’Brien e colI ottennero, in pazienti trattati con Twin
Block applicato a 8-10 anni, una riduzione dell’overjet,
una correzione della relazione molare e riduzione della
severità della malocclusione. La maggior parte della correzione
era dovuta a cambiamenti dentoalveolari e a
minori cambiamenti scheletrici. Lo stesso autore valutando
gli effetti psico-sociali mise in evidenza che i pazienti trattati con Twin Block hanno ottenuto maggior autostima
e una riduzione di esperienze sociali negative (17-19).
■ Fasi del trattamento
Il Twin Block viene progettato su un morso di costruzione
in cera (fig. 8 a).
Per i pazienti che presentano un over-jet di circa 10 mm
il Twin Block viene costruito con tutta l’attivazione
necessaria registrando un morso di costruzione in una
posizione testa a testa incisale (fig. 8b e c). Per valori di
over-jet maggiori e negli iperdivergenti si ricorre ad una
correzione parziale della protrusione e l’attivazione iniziale
non corregge totalmente l’over-jet, successivamente
l’apparecchio verrà riattivato una o due volte durante i
primi mesi di trattamento in modo da raggiungere un rapporto
di testa a testa a livello degli incisivi.
Nei casi con contrazione scheletrica del mascellare, si
effettua un’espansione rapida palatina prima dell’applicazione
del Twin Block.
◗ Fase I attiva: in questa fase di trattamento, che dura
circa 6-9 mesi, si mira a correggere il rapporto anteroposteriore
e stabilire la corretta dimensione verticale.
La mandibola dalla posizione scheletrica retrusa di II
Classe passa a un’occlusione di I Classe. L’apparecchio
va portato a tempo pieno. Durante questa fase si
attivano le viti di espansione e si scaricano le placche
a seconda delle esigenze del caso (fig. 9 ).
◗ Fase I attiva-riattivazione: se l’over-jet è superiore a
10 mm è necessario riattivare i piani inclinati attraverso
progressivi incrementi di resina acrilica sulla parte
anteriore inclinata del Twin Block superiore (fig. 10).
È sbagliato aggiungere la resina a livello del segmento
distale del Twin Block inferiore perché si creerebbe
un ostacolo all’eruzione del primo molare inferiore.
Banks dimostrò che l’avanzamento del morso in due
tempi non porta a migliori risultati rispetto ad un avanzamento
unico (19). La fase di riattivazione è indicata
non solo per correggere over jet maggiori di 10 mm, ma anche nei casi in cui l’attivazione iniziale unica
non corregga perfettamente la relazione delle arcate,
nei pazienti in cui la dirazione di crescita è verticale
piuttosto che orizzontale, nel trattamento degli adulti e
dei pazienti con disfunzione temporo-mandibolare.
◗ Fase II di supporto: questa fase dura 3-6 mesi. L’apparecchio
va sostituito da una placca superiore con piano
inclinato anteriore di “invito” per gli incisivi e
canini inferiori, si utilizza come supporto per mantenere
il corretto rapporto degli incisivi fino a quando i
denti posteriori non siano completamente in contatto
(fig. 11). Va portato a tempo pieno per evitare la recidiva
in questa fase del trattamento molto delicata. Si
elimina il Twin Block inferiore.
◗ Contenzione: ottenuta una buona occlusione del segmento
posteriore, l’apparecchiatura con piano inclinato
superiore anteriore viene portata solo la notte.
◗ Transizione attivatore/terapia edgewise: la transizione
dal Twin Block all’apparecchiatura fissa eEdgewise è
una fase delicata.
La correzione va contenuta, pena una notevole recidiva.
■ Tempistica di trattamento:
L’età ideale per effettuare il trattamento è l’inizio del picco
di crescita.
Nella pratica clinica però il trattamento viene generalmente
iniziato in tarda dentatura mista.
Baccetti e Franchi dimostrarono che i pazienti trattati con
il Twin Block subito dopo l’inizio del picco di crescita
hanno ottenuto un maggior contributo scheletrico alla
correzione della relazione molare, incrementi maggiori e
clinicamente più significativi nella lunghezza mandibolare
totale e direzione più posteriore della crescita mandibolare
(20).
Mills mise in evidenza che, rispetto ai controlli, i casi trattati
con Twin Block hanno evidenziato un maggior aumento
della lunghezza mandibolare durante il periodo di trattamento
attivo, una leggera riduzione di crescita mandibolare
dopo il trattamento e il mantenimento di gran parte
dell’incremento della lunghezza mandibolare ottenuto
nella fase attiva a tre anni dalla fine della cura (21).
Anche Illing e Morris evidenziarono nei pazienti trattati
con Twin Block un incremento della lunghezza mandibolare
statisticamente significativo rispetto al gruppo di
controllo, con movimento anteriore del pogonion e del
punto B, un incremento statisticamente significativo
dell’altezza facciale posteriore rispetto al gruppo di controllo
e una riduzione statisticamente significativa
dell’inclinazione degli incisivi superiori. Gli stessi autori
sottolinearono come a livello dei tessuti molli l’effetto più significativo è stato l’avanzamento e l’allungamento
del labbro inferiore insieme a un lieve movimento verso
l’avanti della punta del mento ed un aumento in tutti i
parametri dell’altezza facciale (22, 23).
Schaefer, McNamara et all dimostrarono come un gruppo
di pazienti trattati con Twin Block ottennero una maggiore
correzione anteroposteriore ed un maggiore aumento
dell’altezza del ramo mandibolare posteriore rispetto ad
un gruppo di pazienti trattati con l’Herbst (24).
■ Controindicazioni
Come per tutte le apparecchiature ci sono delle controindicazioni
all’utilizzo del Twin Block, rappresentate da
tutti i casi in cui la protrusione della mandibola non
migliori l’estetica facciale e ovviamente i pazienti non
collaboranti (3).
Clark propone l’utilizzo del Twin Block anche nel trattamento
delle III Classi, invertendo l’angolazione dei piani
inclinati per applicare una forza in avanti per l’arcata
mascellare e una componente verso il basso e distale nella
mandibola. È utile nella contenzione dopo una fase di
trattamento con maschera facciale (3).
Riassunto
Lo scopo di questa relazione è di illustrare i cambiamenti
dento-scheletrici indotti da una apparecchiatura funzionale removibile in soggetti affetti malocclusione di II
Classe.
Nella maggior parte dei casi di malocclusione dentoscheletrica
di II Classe si riscontra un mascellare superiore
contratto trasversalmente che è spesso in relazione
corretta con la base cranica, ma associato ad una mandibola caratterizzata da deficit scheletrico.
Solo un approccio ortopedico al trattamento permette di
cambiare il modello di crescita facciale e la sottostante
struttura ossea della faccia.
L’obbiettivo del trattamento con Twin Block è riposizionare
la mandibola retrusa in un corretto rapporto col
mascellare superiore. La mandibola è mantenuta in una
posizione protrusa dai contatti occlusali dell’apparecchio
funzionale. Già durante i primi mesi di trattamento con
Twin Block si ottiene di solito un rapido miglioramento
nell’aspetto facciale, caratterizzato dallo sviluppo di un
sigillo labiale e ad un miglioramento nell’equilibrio e
nell’armonia facciale. Il Twin Block, ideato da William
Clark, si è dimostrato molto semplice ed efficiente per correggere
le relazioni scheletriche prima che la malocclusione
si esprima perfettamente in dentatura permanente.